Approvata dal Parlamento Europeo la riforma sul copyright: conseguenze pratiche

Il 12 settembre 2018 il Parlamento Europeo ha approvato la proposta sulla riforma del copyright.

L’assemblea si è espressa con 438 voti favorevoli, 39 astenuti e 226 contrari.
Si è giunti a quest’ultima versione della proposta, presentata dal parlamentare tedesco del PPE, Axel Voss, dopo che durante il  periodo estivo era stata oggetto di modifiche e rivisitazioni al fine di raggiungere un accordo tra componenti politiche dell’Europarlamento e chiarire la formulazione degli artt. 11 e 13 ritenuti in precedenza troppo vaghi.

Analizziamo brevemente quali potranno essere le ripercussioni sull’uso quotidiano del web da parte delle aziende.

Il cuore della riforma riguarda sostanzialmente la tutela economica del diritto d’autore in due casi principali:

– sugli articoli delle pubblicazioni giornalistiche: gli editori delle testate giornalistiche hanno diritto ad un compenso per l’utilizzo digitale dei loro articoli (art. 11)

– sui contenuti pubblicati dalle piattaforme on line: Youtube, Facebook, piattaforme social e motori di ricerca, sono tenuti a monitorare gli stessi  e verificare l’esistenza di un copyright sul materiale pubblicato dagli utenti, al fine di proteggere la remunerazione del diritto d’autore (art. 13).

Pertando, quando viene condiviso il contenuto di un articolo giornalistico, ad esempio tramite il classico “link”, o si carica sulle piattaforme “social” un contenuto protetto da diritti d’autore, si deve corrispondere un compenso all’editore o all’autore del contenuto quale riconoscimento patrimoniale del diritto. In caso contrario si rischia la citazione in giudizio per violazione delle norme sul copyright.

La diffusione libera di questi contenuti può venire bloccata dai titolari dei diritti, con ripercussioni non indifferenti sull’uso di internet in Europa.

In conclusione, attenzione ai contenuti linkati sul sito web aziendale, o condivisi sui social.